domenica 13 giugno 2010

LEGGE BAVAGLIO e....... PROTESTE in GRECIA

From: Alessandro Ioannidis [mailto:seferis@libero.it]
Sent: Sunday, June 13, 2010 10:37 AM
To: angisar@yahoo.it
Subject: legge bavaglio e proteste (forse)

Per Saracini: puoi far girare questa mail...non sono capace di inviarla a tutto il gruppo. grazie

Non c'è che dire che il nostro Alexis continua a cercare il pelo nell'uovo (se continua, recita un adagio, troverà dio o un "dio"). Scritto il prolegomeno, constato che il nostro Alexis continua riferirsi al Comites come ad un soggetto "politico" capace di iniziative politiche. Posso dire al nostro Alexis che sta sbagliando? Posso suggerire al nostro Alexis di farsi concreto, magari scorrendo i capitoli della legge Comites e verificare sul campo da chi è composto il comitato e quali sono i conflitti di interessi al suo interno (e non si tratta delle ricette per preparare il limoncello)? Posso suppore che il nostro Alexis usi una sapiente saccenza?
Detto questo in breve, aderisco all'idea di una manifestazione anti legge bavaglio che ha lanciato Saracini. Quanto poi agli "appoggi morali" di cui parla il nostro Alexis, vorrei sapere dal nostro Alexis quale potrebbe essere la consistenza degli "appoggi" così tanto frequentati da certa sinistra, sempre più "sinistra". I sapientoni alla B.B. (non brigitte bardot, ma bertold brecht) hanno fatto il loro tempo, perché il tempo è passato accanto a loro e loro non se ne sono accorti, per cui possono anche riposare le loro stanche meningi intellettuali. Concludo ricordando al network di "prospettive" che tutti noi viviamo in questo paese, che a questo paese paghiamo le tasse, che di questo paese usufruiamo dei servizi, e quindi potremmo anche leggere le faccende italiane con una prospettiva diversa. Quale? Non saprei, ma suppongo che l'angolo di prospettiva dipenda dalla nostra "cultura". a.i.

----Messaggio originale----
Da: angisar@yahoo.it
Data: 12/06/2010 17.41
A:
Ogg: [Prospettive] comitati......manifestazioni e movimenti di protesta.....in grecia?




----Messaggio originale----
Da: angisar@yahoo.it
Data: 12/06/2010 17.41
A:
Ogg: [Prospettive] comitati......manifestazioni e movimenti di protesta.....in grecia?





Perche' continui a nominare un cadavere istituzionale,mentre ci sono
movimenti e cittadini attivi ai quali io cerco di
collegarmi....ritrasmetto.....altro che segretezza

-----Original Message-----
From: Prospettive@yahoogroups.com [mailto:Prospettive@yahoogroups.com] On
Behalf Of Alexis
Sent: Saturday, June 12, 2010 4:43 PM
To: Prospettive@yahoogroups.com
Subject: Re: [Prospettive] FW: il 4 luglio in Piazza Dam contro bavagli e
tagli

----- Original Message -----
From: angelo saracini

Si aspettano adesioni...greche,per chiedere permessi analoghi
[....]

Spiegati meglio (... se non costa troppa fatica ): si aspettano adesioni in
astratto del tipo ... "appoggio morale", oppure c'e' una iniziativa concreta
in
corso (.... ma in assoluta segretezza) e da parte di chi? ... forse dal
Comites,
il nostro organo rappresentativo??
Alexis :-]

domenica 6 giugno 2010

La nostra storia

mercoledì 2 giugno 2010

2 giugno ad Atene-Ai vari rappresentanti di categorie …istituzionali …e non……in Grécia

Dopo l’appuntamento di fronte all’ambasciata per manifestare…..i primi commenti…..e le foto dal mondo dei comités che hanno partecipato sono in rete….

Per salvare Eureka…… l’único periódico italiano libero che e’ rimasto…..

E a Manolos che era pronto con la macchina fotografica…..

Meno male che c’erano gli alpini

From: Sergio Coggiola [mailto:info@eureka.gr]
Sent: Wednesday, June 02, 2010 10:07 PM
To: saracini
Subject: bavaglio

Sono passato davanti l'ambasciata per unirmi a qualcuno, ma non ho trovato nessuno per manifestare, peccato eppure leggo blog, ricevo segnalazioni, leggo articoli di arrabbiati sugli "stronzi" dell'ecofin, sul taglio degli stipendi ai poliziotti (dottori e insegnanti non riguardano la guerriglia urbana) e amenità varie. ma sembra che l'unico che per il momento hanno messo il bavaglio è stato eureka. ma da sinistra nessuna forma di solidarietà. sbaglio? abbiamo bella ciao...abbiamo aurorainrete, abbiamo la nave va, abbiamo tanto di altro...
sergio

sabato 29 maggio 2010

[Prospettive] tutti comites del mondo protestano....tranne uno

Tutti i Comites sono invitati a partecipare alle proteste contro la politica del Governo italiano rivolta agli italiani all’estero.
La protesta è organizzata dai Comites nel Mondo e dal Cgie:
  • contro la distruzione della Rete Consolare
  • contro i tagli delle risorse per l’intervento scolastico-culturale
  • contro l’azzeramento dei capitoli di spesa per l’assistenza diretta ed indiretta
  • contro la forte riduzione dei finanziamenti della stampa italiana all’estero
  • contro la discriminatoria decisione del Governo nell’esenzione dell’ICI
  • contro il decreto che rinvia le elezioni dei Comites e del CGIE di tre anni complessivi
Come già noto, i tagli per l’estero sono stati drastici e sproporzionati in alcuni casi alcuni enti hanno ricevuto addirittura una riduzione del 56%..
si richiede conferma....per il 2 giugno di fronte alle ambasciate

venerdì 21 maggio 2010

MARTIRI ITALIANI di Kesariani.Un commovente commento di Claudia Capone,ex v.Pres.Comites Grecia

Il grido di Dante

Quando ho accettato di prendere parte alla commissione per la memoria degli italiani uccisi dai nazisti tedeschi, l`ho fatto per interessi storici ed umani.Volevo infatti conoscere di più i fatti svoltisi in Grecia dopo il `43 e, nello stesso tempo, avvicinarmi al dramma vissuto da quei militari, il cui sacrificio è rimasto ingiustamente anonimo per così tanto tempo.

Ho conosciuto anni fa Achille, arzillo contadino di settant` anni, attendente, durante la seconda guerra mondiale, di un ufficiale italiano in servizio nel Montenegro. Raccontava con commozione le storie personali che aveva vissuto in quel periodo e sottolineava che cosa avesse imparato da quella tragica esperienza. Raccontava di quando faceva barba e capelli all` ufficiale, di come gli preparava il bagno e gli lucidava gli stivali. Ma non solo. Parlava anche dei commilitoni meno fortunati,delle loro sofferenze nei tremendi freddi balcanici, di come andassero a morire in un luogo sconosciuto, in una guerra il cui significato a loro sfuggiva. Una volta esauriti gli argomenti, Achille ricominciava daccapo, aggiungendo sempre altri particolari deformati dagli anni e dalla memoria e si offendeva se qualcuno alzava gli occhi al cielo, stanco di sentirsi ripetere le stesse cose. Avrebbe voluto trasmettere quello che lui aveva vissuto,il senso di quei giorni tragici,ma gli era difficile. Achille, tuttavia, è stato fortunato: è tornato dal fronte, ha costruito una famiglia, ha affrontato le vicissitudini di una normale esistenza, ha avuto un nipote che oggi porta il suo stesso nome, è morto.

Scorro i nomi di quei soldati e ufficiali fucilati a Kessariani nel `43: la loro età non superava i 35 anni e scopro che uno ne aveva solo 19. Rabbrividisco: come si fa ad affrontare un plotone di esecuzione a soli 19 anni? Quali indicibili, efferate colpe può aver commesso un ragazzo di 19 anni per meritare una tale fine? Dante ,la cui unica colpa ,forse , fu quella di opporre un no al fascismo e alla guerra, si è visto strappare la vita ingiustamente e in maniera vigliacca. A differenza di Achille, gli è stato negato il diritto di tornare in patria, di farsi una famiglia,d i realizzare i propri sogni, di mettere al mondo discendenti. Ma il grido della protesta emerge dalla sua nuda data di morte, attraversa 66 anni ed è forte e lacerante alle orecchie di chi si ferma ad ascoltare. Dante è un eroe non perchè si è cimentato in azioni particolarmente spericolate , ma perchè ha avuto un atteggiamento fermo e deciso in una situazione dove il sì e l` arrendevolezza erano molto più comodi e facili o semplicemente perchè ci si è trovato in quella situazione e ne ha pagato le conseguenze con la vita, vittima della cieca furia nazista.

Il suo grido può attenuarsi quando le nostre nuove generazioni sapranno che ci sono stati giovani nel passato che, come Dante, non si sono rassegnati , hanno lottato per un mondo più giusto ,sono morti ingiustamente e il loro sacrificio è passato per molto tempo nel silenzio. Esse non possono e non devono ricambiarli ancora una volta con l` indifferenza e con la scusa che oggi ci sono altri problemi da affrontare. Attraverso un dialogo ideale, tra nuove e vecchie generazioni, fatto di studi, ricerche e riflessioni sui fatti, anche un solo nome riportato alla luce ,una sola identità serve, è utile ,soprattutto per evitare di rifare errori tremendi. E la formazione di una società più pacifica, giusta e democratica, passa anche attraverso queste strade.

Claudia Capone

domenica 16 maggio 2010

NUOVO COMITES ASSENTE ALLA COMMEMORAZIONE DEL 16 maggio a KESARIANI-ATENE

Comunicato stampa

Il nuovo Comites Grecia,non partecipando alla commemorazione del 16 maggio a Kesariani-Atene ,degli italiani fucilati dai Nazisti ,ancora una volta há dimostrato di non poter rappresentare la Comunita’ Italiana in Grecia,con atteggiamenti di indifferenza e apatia per quanto riguarda la storia e il valore di gesti eroici di Italiani caduti in Grecia.

Si ringrazia l’Ambasciata Italiania nella persona del Col Col. Roberto Cattaneo, Addetto per la Difesa, e la Presidenza della Repubblica Italiana,per il ritrovamento dei nominativi dei 21 militari.

Per l’occasione e’ giunto anche il seguente messaggio da parte del Museo Storico della Liberazione di Via tasso a Roma:

"Noi ci consideriamo idealmente presenti. Chiediamo di comunicarci il nome degli antifascisti italiani fucilati. Vogliamo ricordarli anche da noi. Apporre un pannello a Via Tasso potrebbe essere un'idea da esaminare. Lo faremo"

Angelo Saracini

Ex Pres.Comites Grecia

Atene 16 maggio 2010

Segue Comunicato Commissione Italiana

Domenica 16 maggio 2010 il comune di Kessariani nellʼambito delle iniziative per il 1 Maggio 1944 – 2010, 66 anni di memoria – “ricordiamo il passato per costruire il futuro” – organizza una manifestazione al poligono di tiro di Kessariani, con deposizione di fiori in onore dei 200 patrioti greci uccisi il primo maggio del 1944 e di tutte le vittime dellʼesercito di occupazione cadute nel poligono di tiro di Kessariani.

Per chi non lo sa, in questo poligono, a fianco dei patrioti greci, sono stati uccisi dai tedeschi nel periodo dal 29 novembre 1943 allʼ 8 settembre del 1944 anche 21 italiani antifascisti, i nomi dei quali solo recentemente si sono resi noti.

La commissione degli italiani che si sono adoperati per conoscere e rendere noti i nomi degli antifascisti italiani uccisi, anche se per la prima volta dopo 66 anni, depone pochi fiori in memoria, come tributo dʼonore e profondo rispetto.


Onore alla resistenza nazionale greca e italiana.E

La commissione per la memoria degli italiani uccisi dai nazisti tedeschi:

ClaudiaCapone
ManolisCassimatis-Damiani
AlexisKilismanis
AngeloSaracini
Ivan Surina

mercoledì 3 marzo 2010

Claudia Capone....racconta:dimissioni che destabilizzano!

Non mi piace che il mio nome corra di bocca in bocca, soprattutto a proposito di un evento poco piacevole quale le mie dimissioni
dal Comites, né sono il tipo che cerca notorietà: lontano da me pubblicità e colpi di grancassa. In data 4/12/2009 ho mandato al Comites e a chi di dovere le mie dimissioni e ho informato la Comunità. Ho appreso poi che sei consiglieri avevano votato a favore
e tre si erano astenuti. Nessuno ha mosso opposizione alle dimissioni né a livello formale, né a livello di contenuti, anzi, si è susseguito
un balletto di dichiarazioni da parte di alcuni consiglieri, (chi ha la forza, può andarsele a vedere sul blog del Comites) che enedicevano
in sostanza la mia uscita dal Comitato in quanto elemento destabilizzante, su posizioni troppo personali.
Il 19 Gennaio, il Sig. Muzzillo sulla lista “Prospettive”, mette in evidenza la sua confusione a proposito di un mio presunto ritiro delle dimissioni.
Alla mia smentita sull’argomento, arriva l’angelica quanto laconica comunicazione del Presidente Comites che, via mail, mi comunica
che «nella seduta del Comitato del 15/01/2010, già in precedenza accettate (...) i consiglieri a maggioranza hanno ritenuto di rifiutare tali dimissioni. Pertanto lei è ancora a tutti gli effetti consigliere e vicepresidente in carica del Comites».
Spiegazioni? Nessuna. Mi giunge poi una comunicazione ufficiale, con tanto di protocollo (quanto zelo!), firmata dal presidente Comites che ribadisce che le dimissioni non sono state accettate e che, se non mi presenterò alla prossima riunione, sarò dichiarata decaduta.
Motivazioni? Nessuna. Apprendo, adesso, per vie non ufficiali, che le mie dimissioni non sono state accettate per mancanza di firma
autografa in calce: lo hanno visto dopo due mesi? Quando tutti, o quasi, inneggiavano alla mia uscita, non avevano visto quel vizio
di forma? In verità il problema non è stata tanto la pietosa gaffe del ripensamento, né l’interrogativo - Capone fuori o Capone dentro
il Comites - che a quello si era già risposto da tempo con il silenzio/assenso.
Il problema è stato trovare una soluzione allo stato di panico causato da queste prime dimissioni. E la soluzione si è trovata in quella parola, piccola ma impor tante, per cui Capone vada pure sul rogo e il Comites se la salvi con la faccia pulita.
Qual è la parola? Decaduta. Il “decaduta” attribuisce alla sottoscritta la volontà, la responsabilità, nonché le conseguenze dell’azione,
mentre il “dimissionaria” attribuisce anche al Comites delle responsabilità, prevede un riesame delle sue posizioni e del suo operato
e una risposta motivata non certo diretta solo alla dimissionaria, ma alla Comunità.
La Comunità. Mi si permetta di approfittare della situazione e di aggiungere alcune mie riflessioni. Non sono d’accordo con chi la giudica per tipi fissi, troppo semplicisticamente.
Essa è invece formata da persone che vivono quotidianamente tutta una serie di problemi reali, quali la lingua, la formazione, l’integrazione, la socialità, gli spazi d’incontro, che si vanno a sommare a quelli, già pesanti, del cittadino greco.
L’ottica con la quale è stata considerata fino ad oggi è quella dall’alto: una sfilata di presenzialisti, di brillanti a tutti i costi, di cacciatori
di poltrone alla ri-cerca di un posto davanti all’abbagliante sole greco.
Bisogna invece guardarla dallo zoccolo e allora si scoprirà che è formata da ragazzi che si interrogano sul proprio futuro, anziani con le loro problematiche di assistenza, italiani di seconda e terza generazione alla ricerca delle proprie radici, donne sole e/o in difficoltà, persone alla ricerca di lavoro, lavoratori che spesso, per la loro condizione di emigranti, sono sfruttati o non valorizzati, e tutto questo non solo nella capitale, ma anche nella provincia e nelle isole.
È con questa comunità e per questa comunità, formata da me, da te, da lui...., che bisogna lavorare.
Il capire che parlare dei propri problemi e delle proprie insicurezze non è perdita di prestigio, ma un passo per superare il torpore,
per auto-conoscersi e per poter fare scelte politiche in maniera cosciente. Ben vengano i blog, le liste elettroniche, i giornali: la comunicazione contribuisce alla presa di coscienza e al confronto.
In base alla mia esperienza e a quello che sento anche a proposito dei Comitati sparsi nel mondo, reputo urgente una riforma
dei Comites.
Leggo proposte sull’argomento più o meno valide, penso però che i Comitati, senza diventare terra di scorrazzamento per ambiziosi e pur nel rispetto delle normative locali e delle Rappresentanze diplomatiche, debbano percorrere più libere strade, sia economiche che politiche, altrimenti si ritroveranno sempre nella scomoda posizione di cuscinetto assorbitensioni, dove i consiglieri hanno la possibilità di fare sempre troppo poco davanti a problemi sempre troppo grandi.
Claudia Capone